diario GIORNATA 705



ANGOISSE SOLAIRE A' VARENGEVILLE.
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INCIDENTE FRATTALE.
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La frattalita' e' un tentativo di dare un senso
al disordine, di agguantare la disperazione
del presente significandole che pure il caos
dispone di una sua propria meticolosita'.
E questo e' vero. La pittura cubista
si e' presto disfatta in una confusione
di segni e di colori che fa pensare al
tracimare di un torrente che se ne
fotte di argini e di regole geometriche.
Il presente e' questo, il futuro prossimo
venturo invece PURE. Ma il disastro dei
segni e' solo apparente, c'e' una ''logica''
in tutto questo disordine, manca il
coraggio di saperla leggere.
NOI SIAMO SCHIAVI DELLE NOSTRE ABITUDINI
E PIU'QUESTE CI SCHIAVIZZANO PIU' NOI
LORO DOMANDIAMO, DI PIU' E DI PIU' ANCORA.
In un'esplosione -pur se distruttiva-
le particelle seguono una logica
ben precisa, anche se l'apparenza
e' frastornante e meticolosamente
''contro le regole''.
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Mentre i nostri
eroi ineffabili corrono ingenuamante
nella loro genuina ingenuita'
verso il loro ingannevole destino,
il quale non e' diverso da una ruota
dentata che macina i destinati
fra i denti di un'altra ruota dentata,
il che permette ai maciullati di
ridacchiare amaramente e in
rassegnazione dicendosi che: ''C'est
la vie...'', mentre tutte queste cose non
accadono perche' non sono successe,
una breve pausa si impone:
questa frattura.
Il frattale e' un fatto interessante e,
mi pare, di una ludica perversita'
Se la logica non e' una buffonata,
l'illogico e' una semplice risata.
La Nonna apprese con malcelata
sorpresa d'essere in realta' la Nipote
della propria Figlia ed offri' un
bicchierino di Calva' al notaio che
premurosamente era venuto con
tanto di carte e serieta' a comunicarle
il lieto evento. La Nonna era seduta
in una specie di seggiolone
sulla veranda, circondata da una
decina di nipotini chiassosi, la vista
dava sul mare che non era il mare ma
La Manica, che non e' l'oceano
Atlantico e neppure il Mare del Nord
che e' un poco dei due, un braccio di
mare rivestito da una manica.
L'evento si svolgeva a Varengeville,
che un paesotto di Normandia sito
su una ''falaise'', alto sul mare, sabato
14 agosto 2004 alle ore 10 e 32
circa. Nel cimitero di Varengeville e'
sepolto Braque che era un pittore
cubista e poco portato a portar
pazienza verso il frattale. Il poeta
Valery avrebbe scritto il suo
branco di versi intitolato IL
CIMITERO MARINO appunto dopo aver
golosamente gironzolato a
Varengeville. Per questo la Nonna
non capiva la frattalita' di quel
che le piombava addosso. Aveva
sempre desiderato finire i suoi
giorni seduta sul seggiolone di
fronte al mare la' in basso talvolta
ruggente e sconquassato, avendo
una frotta di nipotini agitati e
in gioco li' in giro, con la figlia che
stava cucinando robe saporite in
cucina. Ma adesso il caso venuto
a piedi dal villaggio fratturava
tutto quanto introducendo la
incomprensibile frattalita' come se
fosse un cestino di frattaglie.
La vecchia ridacchio' amaramente
rendendosi conto d'essere
ritornata bambina.
E quasi pianse.
Di gioia.
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