diario GIORNATA 436 REPRINT
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GIORNALE DI BORDO
DEL
CAPITANO NEL
PORTO.(436)
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CARNET DE ROUTE
DU DESSINATEUR ASSIS.(436)
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POSTSCRIPTUM:
Favolette Grottesche. UNA SCATOLA DI CUBETTI...
Cera una volta un formicone randagio e asociale,
un solitario inveterato che andava pel mondo senza
mutande. Si chiamava Leotardo e una sera sul tardi
si trovo sperso sui margini del Bosco Minaccioso
e non ebbe meglio per dormire che dinfilarsi dentro
un nido di pidocchi. Venuti lalba e il risveglio
il Leotardo scoperse che il dintorno rigurgitava
di tante piccole uova e in mezzo a tanta pacchia
ne ingeri per prima colazione scordando di farne una
frittata. A mezzogiorno, senza aver mosso un piede,
vinto dallozio consumo il pranzo e poi le
merendine-brunch pomeridiane e fece anche una cena
enorme e infine dormi, quieto verso luniverso
intero. Intanto le uova ben al caldo si schiudevano
e i pidocchini si misero a mangiargli gli organi
interni e tutto quel che trovavano cosi che
il Leotardo, alla sveglia, si scopri ridotto
a poco: solo la testa e una zampa già malconcia.
Corse allora dal veterinario dove spese i suoi
ultimi rubli per informarsi come si deve.
E da allora il formicone lo si vide girare sempre
con un biroccino dove trasportava una fiasca
dolio doliva e una scatola di cubetti di ghiaccio,
per mangiare le uova di pidocchie condite a regola
darte e mantenerle ben gelate dentro lo stomaco,
per evitarne la schiusura. Ma quel ragazzo era fatto
a modo suo ed evito nel seguito di penetrare
dentro un nido di pidocchi.
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QUI SOTTO:
SCARTI NON GETTATI...
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