diario 465

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GIORNALE DI BORDO.(465)
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CARNET DE ROUTE.(465)
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SKETCH-BOOK.(465)
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QUI SOPRA: Perché torcersi l'ugola con l'impronunciabile
E-U-ro quando ZORRO nasce quasi da solo in lingua?
Da mesi dico ZORO' (al posto di) e tutti gradiscono.
E' per altro la sindrome dell'Andreotti:
mai sentito in francese dir bene il nome del famoso
bandito leccaostie italiano, la terribile G unita
al terrificante dittongo IU compone un pastone
indigeribile e nonostante gli sforzi esce sempre
un GUIlio A. Mai sentito qualcuno riuscire a dire
GIUlio. Magari JULES. Perfino i giornalisti, questi
Lottatori Continui della "libertà di Stampa",
scrivono oramai senza scorno GUIlio Andreotti...
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POSTSCRIPTUM: MORALE SENZA FAVOLA.
"Botte da orbi" sui margini della sagra, succede
quasi fuori dal villaggio. Due cani di media stazza
abbaiano contro i contendenti, in mezzo agli astanti
divertiti. Blacky-Gros-Bebé mi guarda nel suo modo
da scemotto, la testa di sbiego e mi chiede (presumo):
cosa succede proprio e se deve unirsi alla canea.
Metto l'indice su bocca e baffi per fargli capire che
un "berger allemand" non s'immischia in cose cosi'poco
dignitose e che i suoi confratelli sono piuttosto
cagnetti e un tantino isterici. Siamo tutti davanti
l'osteriotta "Au Péché Mignon" (al peccatuccio...)
e ne profitto per entrarvi e uscire con una birra
fresca salda in pugno, dato che il popolo parla
sussiegoso di 31° all'ombra nonostante la vaga brezza
che -forse- viene dal Mare del Nord. I due lottatori
sono ben MA BEN più che ubriachi. Non rischiano di
farsi male, privi di chiarezza e forza. Quando
rotolano per terra sull'erba scarsa si aiutano
malamente appoggiandosi l'uno sull'altro per rimettersi
in piedi (pare). Uno cade trascinato dal pugno molle
che ha lentamente sganciato. Nessuno s'immischia
pensando di separarli, sentendosi forse in due territori
paralleli e non compenetranti. Altri due in feroce
bisticcio sono più intelligenti, ma non meno imbriaghi:
appoggiati risolutamente sui lati opposti di un
tavolino si lanciano insulti, accuse e spiegazioni poco
o niente comprensibili e se cercano di mollarsi uno
sganascione o manrovescio si mancano o si sfiorano di
striscio. Il ritmo dei quattro patetici è moscio e di
scarsa violenza, la truce contesa sembra poter
continuare in eterno data l'indecisione che la
limita al grottesco del grottesco.
Paziente e brontolante la vasta padrona ostessa
resta defilata dietro la porta ripetendo "Ah,regardez
moi ça:toujours les mêmes, ces quatre canailloux!" ma
(senza che le abbia chiesto niente) esce ad un certo
punto con una ciotola d'acqua per Blacky-Gros-Bebé e
la posa con diligenza sullo scalino.
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QUI SOTTO:
Jettatore, schizzo, anche se questo
carattere ha poi preso un'altra forma,
non tanto lontana da questa.
Pure menagrammo e "rabattejoie":
quello che in treno attende la catastrofe.
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